Giovani: Il Problema Non è lo Smartphone
Feb 01, 2026
Perché vietare la tecnologia è un errore di diagnosi.
Quello che sta accadendo in diversi Paesi — Francia, Danimarca, Australia — non è lungimiranza educativa.
È panico istituzionale.
La dinamica è sempre la stessa:
non comprendiamo un fenomeno → lo vietiamo.
Ma il problema non è la tecnologia.
Il problema è l’assenza di adulti competenti.
Vietare gli smartphone non risolve:
- la mancanza di educazione digitale
- l’analfabetismo emotivo
- sistemi educativi rigidi incapaci di reggere la complessità contemporanea
È una scorciatoia che non cura nulla.
Vietare i cellulari è come:
- vietare i libri perché alcuni leggono male
- vietare il cibo perché esistono disturbi alimentari
La tecnologia non è la causa.
È un amplificatore.
Amplifica:
- ciò che già c’è
- il vuoto, se c’è vuoto
- la creatività, se esiste una base sicura
I bambini che crescono con una base emotiva sicura non vengono “rovinati” dagli schermi.
Quelli che non ce l’hanno sì — ma togliere lo schermo non crea quella base.
Due approcci a confronto
A) Approccio reattivo–difensivo (il più diffuso)
È quello che vediamo ovunque:
- paura della tecnologia
- demonizzazione degli smartphone
- “vietiamo per proteggere”
- nostalgia travestita da prudenza
È un approccio regressivo, non educativo.
Nasce da:
- scarsa alfabetizzazione digitale
- incapacità di governare strumenti complessi
- ansia di perdita di controllo degli adulti
Chi non capisce uno strumento tende a proibirlo.
B) Approccio integrativo–evolutivo (minoranza)
Qui la tecnologia:
- non viene subita
- non viene idolatrata
- viene governata
È l’approccio di chi:
- usa l’IA come amplificatore cognitivo
- mantiene agency, discernimento, intenzionalità
- non delega il pensiero, lo rafforza
- entra nella complessità invece di evitarla
Non è tecnofilia ingenua.
È adultità.
Il vero nodo
Il problema non è lo smartphone.
Il problema è:
- adulti non formati
- assenza di modelli educativi solidi
- educazione emotiva inesistente
- nessuna pedagogia digitale
Vietare:
- non insegna autoregolazione
- non sviluppa pensiero critico
- non prepara al mondo reale
Educare sì.
Educare alla relazione con lo strumento.
Educare partendo dall’intelligenza emotiva e sociale degli adulti.
Perché i bambini non hanno bisogno di divieti.
Hanno bisogno di adulti all’altezza del loro tempo.
Ricorda:
L'educazione inizia dall'intelligenza emotiva dei genitori, non dai divieti.
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